In un lungo percorso di circa 450
pagine, nella mia prima opera
LA CROCE DI SPINE - Gesù: la
storia che ancora non vi è stata raccontata,
ho seguito le tracce di Giovanni di Gamala, discendente
davidico con pretese messianiche (riconoscibile,
peraltro, tra le righe degli scritti dello storico
Giuseppe Flavio) che tentò di rovesciare il potere di
Roma per realizzare il Regno di Israele promesso da Dio.
Fu arrestato dai romani e condannato alla croce sulla
quale fu affisso il capo d'imputazione "Re dei Giudei".
Grazie alla scoperta dei Rotoli di Qumran, che ha
gettato nuove luci sul senso della vera attesa
messianica del popolo ebraico, sappiamo che oltre che
nel discendente di David il popolo si riconosceva nella
guida del "Sacerdote di Aronne" al quale sarebbe
spettato il governo spirituale del nuovo regno voluto da
Dio. Del messia spirituale di nome Yeshua ben
Panthera sono riscontrabili tracce evidenti nelle
antiche fonti rabbiniche redatte dal II secolo in poi.
Dall'unione del messia sacerdotale Yeshua (Gesù)
con quello davidico l'Unto, il Kristos o Cristo)
nacque Gesù Cristo (Gesù+Cristo),
personaggio leggendario figlio del II secolo, frutto di
una creazione intellettuale sviluppatasi in seno alla
fallita attesa del messianismo giudaico, a superamento
dei limiti oggettivi dati dall'astrattismo del
principio incorporeo del Logos. Il "Salvatore
del Mondo", ispirato a due personaggi storici reali,
è stato concepito in perfetta armonia e continuità con
tutte le "divine incarnazioni" degli antichi culti
pagani e misterici dei quali è perfetta
imitazione: nascita da madre vergine preannunciata da
una stella al solstizio d'inverno, miracoli, prodigi,
martirio, morte e resurrezione, promessa di un ritorno
alla fine dei tempi per giudicare i vivi e i morti.
La Croce di Spine,
nonostante l'esposizione semplice e lineare, non può
essere considerata una "lettura da ombrellone" in
quanto è un testo sofferto ed è l'amara testimonianza di
un ex cristiano che non è riuscito a scrivere ciò che
avrebbe voluto perchè ha scelto di scavare nella storia,
seguendo i criteri suggeriti dalla metodologia
scientifica, fino a vedere il fondo della verità.
La Croce di Spine
non urla e non offende la sensibilità di chi ne seguirà
il percorso testuale ma è pur sempre un silente atto
d'accusa nei confronti di chi nei millenni ha costruito
un Dio ad immagine e somiglianza del proprio potere.
La Croce di Spine
non è consigliabile a chi intenda conservare le proprie
rassicuranti certezze ma soltanto a chi sia disposto a
subire l'impatto destabilizzante di evidenze lampanti
che mai nessuna ricerca storica aveva fino ad ora messo
a nudo.
Giancarlo Tranfo